Napoli, Die Entführung aus dem Serail, 07/11/2017

ApeMusicale

Sul piano vocale la produzione è dominata da una fuoriclasse, Maria Grazia Schiavo: l’interpretazione di Konstanze sembra ulteriormente maturata rispetto al già lusinghiero esito raggiunto nello stesso ruolo al Teatro dell’Opera di Roma nel 2011, sotto la direzione di Gabriele Ferro. Voce dal bel timbro, ben proiettata, corposa nel registro centrale e acuto, ma un po’ sfuocata in quello basso, la Schiavo è dotata di un’agguerrita tecnica vocale che le consente di affrontare, a stretto giro e con esiti felicissimi, l’elegiaca e meditativa "Traurigkeit ward mir zum Lose" e la successiva funambolica "Martern aller Arten". Quest’ultima, vera e propria aria da concerto per struttura e per il concertino iniziale, è messa in scena facendo guadagnare al soprano l’estremità del proscenio, con il sipario del boccascena chiuso e semilluminando il teatro. Le agilità e gli acuti sono precisi, tondi, l’interpretazione fremente: al termine dell’aria la sala le tributa meritatissimi e calorosi applausi. L’interpretazione del soprano partenopeo, oltre che per l’ottima resa tecnica, si impone per la sfaccettatura dell’interpretazione e per la capacità di riuscire ad emozionare. Una conferma della sua caratura artistica dopo il successo personale riscosso come Lucia lo scorso mese di marzo, sempre al San Carlo.

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Luigi Raso